Come Scaldare Le Gomme - pt.1/2

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Come Scaldare Le Gomme - pt.1/2
Non tutti sanno come scaldare le gomme della moto nella maniera corretta. Andiamo a vedere la tecnica da applicare (in pista e strada) e capiamo come mai

SCALDARE LE GOMME IN PISTA

Parte 1 su 2

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Nella guida alle pressioni delle gomme abbiamo visto che la gomma, una volta scaldata e con la giusta pressione, raggiunge il fatidico range di funzionamento ideale. Abbiamo poi approfondito il discorso nella seconda parte della guida alle pressioni delle gomme.

Questo range è una finestra di valori, raggiunta la quale la gomma ci offrirà il massimo del grip che può per più tempo possibile. Insomma, lavorerà al meglio delle sue (e nostre) potenzialità.

Nelle future discussioni daremo come sottointeso l’aver impostato un valore di pressione delle gomme adatto. Per sapere come fare, leggi qui.

 

Chiedere il massimo da una gomma fredda è prendersi un rischio molto grande e, spesso, vuoi dire scivolare. Una volta che la gomma sarà calda potremmo affrontare qualsiasi cosa – curve, frenate, accelerazioni etc. - in maniera e velocità completamente differenti.

Questo è vero per le gomme da strada, e ancora più vero per le gomme pistaiole. Più una gomma è pistaiola, più avrà bisogno di essere scaldata bene per offrire il massimo. Ovviamente una gomma orientata verso la pista, una volta scaldata, offrirà un’aderenza molto superiore rispetto ad una gomma stradale che però, a freddo, è meno esigente e “perdona” più facilmente.

 

La performance che una gomma ci può offrire arriva in maniera progressiva, grado dopo grado di temperatura. Non pensare che la gomma dia tutto o niente all’improvviso, come se ci fosse un interruttore on-off. L’aderenza offerta parte dal basso e, mano a mano, sale insieme alla temperatura che lo pneumatico raggiunge.

Quando le gomme entrano nella giusta finestra di temperatura, raggiungiamo un “plateau” di grip ottimale: il limite e il meglio che la gomma piò darci.


Nel grafico qui sopra la linea gialla indica il grip offerto dalla gomma (in questo caso stradale-sportiva), mentre i colori dello sfondo rappresentano la temperatura a cui la gomma si trova (blu: troppo fredda; verde: range ottimale; rosso: troppo calda). Asse x temperatura (°C), asse y grip.

Questo concetto non continua all’infinito però: se superiamo la soglia ottimale di temperature (surriscaldando quindi le gomme) l’aderenza offerta diminuirà, sempre in maniera più o meno graduale.

Pensa al concetto di grip&temperatura come ad una “V” al rovescio. Il grafico tecnico non è proprio quello, ma è per farti capire e visualizzare l’idea di un’aderenza inizialmente bassa, che poi si alza fino al suo picco, oltre il quale riscende.

Come scaldare le gomme

 

Le gomme si scaldano con l’acceleratore e con il freno, in rettilineo. Più precisamente, la maggior parte del calore nelle gomme si genera con forti accelerazioni e forti frenate, a moto più dritta possibile.
È durante le fasi di forte accelerazione e forte frenata che, infatti:

  • la carcassa della gomma si flette maggiormente a causa delle forti forze che la attraversano, e
  • la frizione con l’asfalto è massima, sempre per via delle forze cui la gomma è sottoposta.

Questi due fattori (flessione della carcassa e frizione con l’asfalto) sono i principali generatori di temperatura nelle tue gomme.

 

Forte non vuol dire brusco. Per portare a temperatura i tuoi pneumatici tutto quello che devi fare è accelerare a fondo in maniera progressiva e dolce per tutto il rettilineo, poi frenare a fondo in maniera progressiva e dolce fino all’inserimento di curva.

Come vedi, tutto questo può essere fatto e va fatto a moto più dritta possibile, per avere il massimo dell’aderenza. Aderenza = frizione (e sicurezza!) = calore.

 

La vuoi ancora più facile di così? Segui il pilota-istruttore di Portami in Pista in quello che fa: è li apposta per aiutare voi corsisti a perfezionare la vostra guida!

 

In questa fase iniziale non ti curare delle curve e non prenderti rischi inutili, andando a piegare tanto e chiedendo troppo alle gomme. Oltre ad essere inutilmente rischioso, la quantità di calore che riuscirai a generare in curva è quasi irrilevante rispetto a quella che puoi generare in rettilineo.

Inizia con angoli di piega bassi, lascia scorrere la moto e sciogliti nei movimenti. Sfrutta il tempo in curva per risvegliare i sensi, goderti la moto e concentrarti sulla sessione che ti aspetta.

Dopo qualche curva, aumenta un po’ l’angolo di piega e verifica cosa ti dicono la moto e le gomme. Noterai che la stabilità aumenterà progressivamente, la moto ti darà sempre più fiducia e tu ti scioglierai sempre di più.

 

Resta sulla giusta traiettoria sia in rettilineo che in curva. È una traiettoria prevedibile per chi, eventualmente più veloce, volesse superarti. Non frenare prima, non mollare all’improvviso il gas in rettilineo.  Se tu sei regolare e prevedibile, sarà compito loro trovare il luogo dove superarti. Se sono più veloci lo faranno di certo. Se non lo sono, il problema non si pone.

 

Contrariamente a quanto si pensa, andare in pista non vuol dire avere sempre il coltello tra i denti, anzi.

Per scaldare le tue gomme: gas pieno in rettilineo, frena forte, rilassati in curva. Progressività. Facile a dirsi e a farsi.

 

Due parole sulle termocoperte

Quanto tempo ci vuole per scaldare le tue gomme? Termocoperte: quanto servono e quanto no? Lo vediamo nella seconda parte!

 

Quanto tempo ti serve a inizio turno per capire se le tue gomme sono calde? Dai tutto sin dalla prima curva oppure aspetti? Condividi su Facebook questo articolo taggandoci e rispondendo!

 

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